Rajakapotasana


In sanscrito raja significa “re” e kapota “colomba” o “piccione”, pertanto questa asana è conosciuta come la posizione del re dei piccioni o la posizione della colomba reale.

Questa posizione è chiamata anche Eka Pada Rajakapotasana, che significa la posizione del re dei piccioni con un piede (dove eka significa “uno” e pada “piede”).

In realtà prende il nome da un grande maestro, Kapota, che non aveva rivali in potenza, vigore, forza, vitalità e agilità. Quando camminava, sembrava che la sua anima si palesasse diversi metri davanti al suo corpo: si muoveva come se non toccasse il suolo.

Il nome di Kapota, nella mitologia indù, si riferisce a tre diverse figure: il Mahabharata racconta di un Kapota che era figlio di Garuda, il re delle aquile; il Kalika Purana ci informa dell’impresa clandestina di un saggio di nome Kapota ed inoltre, appare come uno dei mille nomi del signore Shiva.

Lo Skanda Purana ci informa come il signore Shiva ha ricevuto il nome Kapota, impegnandosi in severi tapas (non i deliziosi piatti spagnoli, ma delle pratiche ascetiche) per vivere solo in sottoforma di aria ed evitare tutte le coppie di opposti. Anche se era il padrone delle otto forme (cinque elementi, luna, sole e Signore), si è ridotto alle dimensioni di un piccione. Da quel momento in poi, era conosciuto dai suoi devoti proprio con il nome di Kapota.

 Benefici:

  • Allunga e tonifica in modo intenso i muscoli delle caviglie, delle cosce e della schiena.
  • Distende i muscoli del collo e del torace, aumentando così la capacità polmonare.
  • Incrementa il flusso di sangue alla regione pelvica, alla vescica, ai reni e anche alla tiroide, permettendo il rinnovamento cellulare e una miglior funzionalità di questi organi.
  • Sublima le energie sessuali per dirigerle a livello del cuore, verso chakra più elevati, facilitando anche Brahmacharya (la pratica della continenza sessuale).
  • Rajakapotasana attiva Anahata chakra, il chakra del cuore. Durante l’esecuzione di questa asana potresti avvertire compassione, gioia verso la vita, capacità di dare e ricevere amore, accettazione, comprensione e apertura sia verso te stesso che verso gli altri.