CHI SONO

Piacere, mi chiamano tutti Indi da quando sono nata, ma il mio nome all’anagrafe è Giulia Indiana!
Il mio cognome è Canepa. Si, ha origini liguri, ma la mia famiglia è piemontese dall’800. 
Se pronunci il mio cognome seguito dal secondo nome capisci che Giulia è stato evidentemente messo lì, perché il prete si rifiutava di battezzarmi Canepa Indiana.

Per la prima metà della mia vita sono stata una st***za poi, come spesso accade, a seguito di un trauma la mia vita é cambiata.

Ma facciamo un passo indietro, ammetto con non poca fatica che il primo approccio al tappetino è stato in palestra, con Insegnanti con una formazione ISEF, totalmente fisica e per niente completa di tutto quello che comprende questa antica Disciplina.

Quindi, quando nel 2017 ho vissuto uno dei momenti peggiori della mia vita e la mia amica Maestra Silvia Melatti mi ha proposto delle lezioni private a domicilio, non avevo idea che accettando sarei in breve tempo diventata completamente dipendente dallo Yoga.
Praticavo ogni giorno, seguendo tutorial su internet, per 20 min o due ore (in base al tempo che riuscivo a ritagliarmi) e, compresi il potere del movimento e del respiro consapevoli, volevo saperne sempre di più.

Così, a dicembre 2018, scelsi di partire per quella che sarebbe stata l’esperienza più traumatica, intensa e istruttiva che avessi mai fatto: il Teacher Training presso I’Ashram Arhanta a Khajuraho in Madhya Pradesh (India), dove ho conseguito la prima certificazione internazionale Yoga Alliance.

Li, privata di oggetti, vestiti, acqua calda, cibo e perfino della parola, ho avuto l’opportunità di vivere lo yoga nella sua interezza e di studiare anatomia, Asana, pranayama, meditazione, filosofia yoga e vedica e ayurveda. 


Solo isolata da ogni distrazione “terrena” mi é stato chiaro quanto potente fosse il processo di guarigione che illumina lo yoga e di come portasse alla luce la nostra vera natura.

Tornata ho scelto di smettere di lavorare nella moda, tra Milano e Parigi e ho cominciato a insegnare Yoga a domicilio cercando di trasmettere quello che avevo imparato a più persone possibile.

Nel 2019 sono partita di nuovo per l’India, per il secondo teacher training, questa volta avevo bisogno di qualcosa di più leggero e “occidentale”, per questo ho scelto la scuola Kashish Yoga a Palolem, South Goa.
Ho scelto una formazione Multi-style per poter capire meglio i diversi stili e poter approfondire quelli che mi risuonassero di più e per offrire ai miei allievi dei percorsi funzionali e non solo delle lezioni standard come nella maggior parte dei centri e delle palestre.

Quando si inizia a praticare yoga si ha questa idea stereotipata del maestro di yoga calmo, vestito di stracci bianchi e collane di semi, che parla solo Sanscrito, si sveglia alle 5 senza bestemmiare e nel tempo libero munge la soia per fare il tofu bio sul balcone del suo piccolo appartamento spoglio, tutto bianco e beige, ravvivato solo dalla luce della sua lampada di sale dell’Himalaya.

Il mio approccio allo yoga é decisamente meno “estremista”, ho cercato un metodo più adatto alla parte di mondo dove vivo, per persone che magari da scettiche come me, si possano innamorare della pratica in maniera divertente e giocosa e poi farne quello che vogliono: uno stile di vita o un metodo scientifico per restare sani.


All’inizio non è stato facile difendersi dal giudizio di chi diceva non fossi “seria”, col tempo ho capito di non essere meno competente solo perché non sono vegana e mangio in maniera consapevole senza privarmi del mal di pancia da overdose di baiocchi, non sono meno professionale perché mi piace vestirmi con stile, non sono meno qualificata perché ogni tanto sbrocco, non disperdo energia vitale anche se non mi astengo dalla pratica sessuale, non ho bisogno di citare ogni momento guru Indiani perché anche Vasco ha il suo perché. Ho i miei limiti, come chiunque, ma non li nascondo per sembrare “zen”, ho ancora una grande resistenza alla meditazione e ho bisogno di 8 ore di sonno per articolare correttamente. Infine, non so se sia colpa della laurea in Interior Design, ma alle lampade di sale preferisco il “Pistillo” di Valenti, se possibile originale anni ‘70.

Lo yoga è un’antica Disciplina, ma insegna soprattutto ad accettarsi per come si è, con i propri pregi, difetti, limiti e potenzialità. Cerco di tramettere questo alle persone, che lo yoga diventa TUO, che se ha funzionato con una come me, allora lo yoga è davvero adatto a tutti e può fare miracoli.

Lo yoga ti insegna te stesso, ti aiuta a trovare strumenti per leggerti e farti funzionare al meglio, lo yoga ti insegna la compassione, il non giudizio, la pazienza, la costanza, l’approccio mentale, ti da una buona dose di endorfine, ti migliora fisicamente, aumenta l’autostima, il rispetto e un sacco di altre cose. Non credo di essere cambiata solo per lo yoga, ma sono convinta che non sarei diventata la persona che sono, senza lo yoga.

Comunque le mie allieve sanno che sono ancora str***a, ma lo faccio meglio: canalizzo sul sadismo quando conto 5 respiri in utkatasana, oppure aggiungo addominali a tradimento. La mia str***aggine vi farà diventare tutte bellissime dentro e fuori!